Salute e prevenzione

Medicina generale

La medicina generale si occupa del benessere complessivo di cani e gatti di tutte le età, attraverso un supporto medico di fiducia e dove la parola chiave è prevenzione.

Nella pratica tutto ciò si traduce soprattutto in:

  • assistenza durante tutta la crescita del paziente;
  • gestione del paziente geriatrico, per affrontare una vecchiaia nel modo migliore possibile;
  • profilassi vaccinale e consigli di gestione;
  • diagnosi e cura delle malattie più comuni del pet.

La figura del veterinario, in questo senso, è paragonabile a quella del medico di famiglia (medico di base).

La visita generale è un controllo completo che si rende necessario non solo in presenza di sintomatologia leggera (es. raffreddore, feci poco formate, malessere generale) ma anche in caso di salute ottimale. Parliamo, infatti, anche di medicina preventiva.

Come fissare un appuntamento

Prenotare una visita veterinaria è semplice:

Visita clinica di base

Dopo la fase di anamnesi, la visita clinica prevede l’esame obiettivo generale con la valutazione di diversi parametri e apparati (es. battito cardiaco, temperatura, linfonodi, mucose, stato di nutrizione, ispezione della cute, controllo del cavo orale, etc.). 

Il controllo prevede un approccio mirato in base al soggetto (es. specie, razza e stile di vita), al sesso e all’età, oltre che all’eventuale sintomatologia. Per il cane ed il gatto, vediamo ad esempio:

La prima visita cucciolo deve essere fatta dopo una settimana dall’introduzione del nuovo arrivato in famiglia, salvo comparsa di malessere.
Il focus è sull’accrescimento e sullo stato di nutrizione, sullo sviluppo sessuale (es. corretta discesa dei testicoli) e sulla tavola dentaria. Il veterinario ha anche cura di dare consigli sull’alimentazione e la gestione di questo nuovo componente della famiglia.
Tra gli esami più richiesti in questa prima fase c’è quello delle feci per controllare la presenza, molto comune, di parassiti.
In base alla razza si può valutare la programmazione di visite specialistiche ed indagini di approfondimento per le eventuali patologie tipiche (es. lastre preventive per patologie ortopediche displasiche).
Frequenza consigliata: un controllo (anche veloce) ogni mese e mezzo nel periodo della crescita, salvo necessità o diversa indicazione del medico.

Raggiunta la maturità, in assenza di patologie specifiche, l’obiettivo è il monitoraggio ed il mantenimento dello stato di salute ottimale del pet.
Il raggiungimento dello sviluppo sessuale porta con sé la valutazione della sterilizzazione/castrazione e questa scelta influirà sui controlli successivi. Ad esempio, una femmina non sterilizzata sarà da tenere particolarmente monitorata dal punto di vista delle patologie ginecologiche.
Dal punto di vista della medicina preventiva, anche in caso di salute ottimale, sono consigliati esami di laboratorio a cadenza annuale/biennale, quali esami ematochimici completi, esami feci e urine, screening di esposizione alle malattie trasmesse dai vettori (es. filaria e leishmania).
Frequenza consigliata: un controllo ogni 6 mesi/1 anno massimo, salvo necessità o diversa indicazione del medico.

Con l’avanzare dell’età, così come accade nella specie umana, i controlli devono essere più frequenti e mirati alla gestione delle eventuali problematiche geriatriche tipiche di specie (es. artrosi, insufficienza renale, ipertiroidismo, problemi prostatici).
Durante il check-up dell’anziano non possono mancare esami diagnostici quali esami emato-chimici, delle urine, misurazione della pressione, rx toracica, ecografia addominale ed altri esami valutati dal veterinario curante in base al soggetto.
Frequenza consigliata: un controllo ogni 6 mesi, salvo necessità o diversa indicazione veterinaria.

Eventualmente, in tutti questi casi, è possibile eseguire un esame obiettivo particolare, esami diagnostici personalizzati ed essere reindirizzati ad un veterinario specialista (es. visita dermatologica, ortopedica, cardiologica)

  • condurre il paziente in clinica in sicurezza (gatti nel trasportino, cani con guinzaglio e museruola in caso di bisogno);
  • portare con sé il libretto e l’eventuale cartella clinica precedente;
  • fornirsi di crocchette/premietti per dare un rinforzo positivo all’animale,
  • abituare l’animale ad essere maneggiato,
  • rendere il giro dal veterinario un’esperienza il più possibile piacevole.

Gestione del protocollo antiparassitario

Una parte importante della medicina generale-preventiva è costituita dalla prevenzione e dal trattamento tempestivo delle infestazioni parassitarie. Parliamo di ectoparassiti (parassiti esterni quali pulci e zecche) e endoparassiti (parassiti interni, quali ascaridi e tenia, giardia, filaria) che possono colpire cane e gatto.

Gli antiparassitari sono farmaci e devono sempre essere utilizzati sotto supervisione veterinaria. Il medico di fiducia assume un ruolo importantissimo per studiare il protocollo migliore al soggetto, anche in base ai suoi pregressi e allo stile di vita della famiglia. Tra i vari parametri che il medico va a valutare vediamo sicuramente il clima e la zona territoriale dove il pet vive/soggiornerà (es. eventuali viaggi in campagna e mare).

Se effettuato correttamente (tempi e modalità) il protocollo antiparassitario è un alleato importantissimo alla salute degli animali domestici ma è comunque consigliato eseguire controlli periodici ed esami specifici per escludere la presenza di malattie trasmesse da parassiti. Ad esempio, per la filaria si consiglia un test ogni 2 anni mentre per la leishmania nel cane ogni anno prima della vaccinazione, salvo sospetto diagnostico.

Diversamente da quello che si pensa comunemente, il protocollo antiparassitario è importante ed attuabile anche per il gatto (soprattutto, ma non solo, se vive/si reca reca all’esterno o convive con cani). Bisogna ricordare però che le molecole e le modalità sono differenti da quelle del cane: è fondamentale non applicare prodotti per cani ai gatti.

Profilassi vaccinale

Sul territorio italiano, attualmente, non vige nessun obbligo vaccinale per i cani e i gatti ma questo tipo di prevenzione è caldamente consigliata per proteggerli da alcune delle malattie virali e batteriche più comuni sul nostro territorio.

Una somministrazione vaccinale deve sempre essere preceduta da un’accurata visita medica, oltre che dalla valutazione delle precedenti vaccinazioni (libretto sanitario) e del protocollo antiparassitario.

Il protocollo vaccinale va somministrato con molta cura, soprattutto nella prima fase, poiché previene malattie spesso mortali per i cuccioli. È importante ricordare che l’attività immunitaria del vaccino inizia ad essere efficace dopo almeno 15 giorni dalla somministrazione.

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Protocollo vaccinale cane

Se il vostro pet viene adottato da cucciolate controllate probabilmente avrà già due vaccinazioni somministrate ma è sempre buona norma ripetere le vaccinazioni iniziali almeno due volte a distanza di 3 settimane l’una dall’altra in modo che si completi il seguente schema:

  • 1° vaccino Puppy – età di somministrazione: 45 giorni
    CP: Cimurro e Parvovirus;
  • 2° vaccino – età: 65 giorni
    CEPPi: Cimurro Epatite infettiva Parvovirus ParaInfluenza;
  • 3° vaccino – età: 85 giorni
    CEPPi+L: Cimurro Epatite infettiva Parvovirus Parainfluenza e Leptospirosi;
  • 4° vaccino – età: 105 giorni (massimo 16 settimane)
    CEPPi+L: Cimurro Epatite infettiva Parvovirus Parainfluenza e Leptospirosi;

Prima di portare il nuovo cucciolo di casa ad effettuare il vaccino, è consigliato attendere almeno una settimana dall’inserimento in famiglia ed avendo cura di somministrare l’antiparassitario qualche giorno prima. Questo perché va tenuto in considerazione che lo stress del cambio di vita e l’eventuale presenza di parassiti possono deprimere seriamente il sistema immunitario. Se non si hanno queste accortezze si rischia di rendere inefficace la somministrazione del vaccino.

Il 1° richiamo nell’adulto deve essere eseguito ad 1 anno dall’ultima somministrazione vaccino CEPPi+L (contro Cimurro Epatite infettiva Parvovirus Parainfluenza e Leptospirosi– punto 4° del cucciolo).

Dopo di che:

  • ogni 6 mesi/1 anno: vaccino L (Leptospirosi), a seconda del rischio ambientale
  • ogni 2 anni: vaccino CEPPi (Cimurro Epatite infettiva Parvovirus Parainfluenza)

Il vaccino va ripetuto annualmente (CEPPi+L).

  • Vaccinazione contro la Leishmania
    da valutare a seconda del rischio ambientale, somministrabile dopo i 6 mesi d’età in primavera e con richiamo annuale. Previo test leishmania.
  • Vaccinazione contro la Rabbia
    obbligatoria per l’espatrio e per richiedere passaporto, la sua durata può essere annuale o triennale a seconda del vaccino utilizzato.

Protocollo vaccinale gatto

  • Vaccino Calicivirus Rinotracheite Parvovirus (CRP)
    2 somministrazioni:
    1° a 75 giorni di età
    2° a 105 giorni di età (massimo 16-17 settimane)
  • Vaccino contro Leucemia felina (FeLv)
    Consigliabile a seconda del rischio ambientale e del tipo di vita del gatto, previo esame per la ricerca della Leucemia felina (FeLV).
    2 somministrazioni:
    1° a partire da 13 settimane di età esclusivamente se c’è sicurezza che il soggetto sia da madre FeLV negativa e non abbia avuto contatto con felini di cui non si conosce lo stato di positività. Altrimenti: attendere di effettuare il test dopo i 6 mesi.
    2° dopo 30 giorni dalla prima somministrazione.
  • Vaccino Calicivirus Rinotracheite Parvovirus (CRP):
    va ripetuto all’anno, poi richiamo ogni 3 anni
  • vaccino contro Leucemia felina (FeLv):
    richiamo annuale

Portare sempre con sé il libretto vaccinale e tenere presente che le indicazioni qui riportate potrebbero variare da paese a paese.

Microchip

Il microchip è un sistema di identificazione degli animali domestici e risulta molto utile per il riconoscimento in caso di smarrimento (N.B: l’impianto non è un localizzatore GPS.).

La sua applicazione deve essere effettuata da un medico veterinario autorizzato ma non comporta obbligatoriamente una visita medica. Presso la nostra clinica se ne occupano la dr.ssa Bresciano ed il dr. Chiappone.

Il microchip è un dispositivo elettronico molto piccolo che non comporta alcun fastidio al pet, né durante la sua applicazione né nella vita di tutti i giorni ed è totalmente sicuro per la sua salute. La sua applicazione avviene con l’inoculazione di una capsula sottocute tramite un ago nella regione del terzo medio del collo.

Al dispositivo è associata una stringa numerica identificativa che può essere letta semplicemente avvicinando l’apposito lettore al collo dell’animale in modo da identificarlo velocemente.

Microchippare il cane

L’applicazione del microchip identificativo è obbligatoria per legge e deve essere effettuata dalmedico veterinario autorizzato entro i 60 giorni di età.

È il veterinario applicatore stesso che si occupa poi della registrazione del microchip e dall’inserimento dei dati (del cane e del proprietario) sul portale dell’anagrafe canina della Regione Piemonte.

La sua applicazione non comporta il pagamento di tasse Statali sul cane ma consente un eventuale stipula di assicurazione sanitaria o di responsabilità civile.

Microchippare il gatto

Attualmente in Piemonte, per i nostri amici felini non vige l’obbligo di microchip.

L’applicazione del dispositivo è da valutare in base alla vita che fa il gatto.
Per un gatto che esce di casa, ad esempio, può essere molto utile avere una modalità di identificazione in caso di smarrimento e cattura.

A seguito dell’applicazione del microchip anche il gatto viene registrato sulla piattaforma regionale dell’anagrafe degli animali d’affezione.

FAQ

Il monitoraggio veterinario del paziente nel tempo è importante perché, nonostante i nostri amici animali abbiano diversi modi per comunicarci un disagio, la comparsa di sintomi evidenti spesso (nel gatto soprattutto) arriva solo con uno stato avanzato della problematica. I check-up periodici, oltre a garantire una corretta esecuzione della profilassi vaccinale e antiparassitaria, vanno quindi di pari passo con la possibilità di effettuare diagnosi precoci che permettono di agire tempestivamente.

L’applicazione di prodotti per pulci e zecche (nella nostra zona), di solito, va effettuata ogni 30 giorni dal periodo primaverile al periodo autunnale, ogni 60 giorni nel periodo invernale. Questo per quanto riguarda la maggior parte dei prodotti (es. Spot-on più noti sul mercato) ma ne esistono alcuni che hanno una durata differente (es. 3 mesi).

Esistono diversi tipi di prodotti, alcuni che si applicano sulla cute (collari o spot-on) e altri che possono essere assunti per bocca.
Alcuni di questi antiparassitari hanno anche un’azione repellente nei confronti di insetti vettori di endoparassiti (es. zanzare e pappataci, vettori di filaria e leishmania).

La scelta del prodotto è da accordare col medico curante in base al periodo climatico, al soggetto e alle sue abitudini.

La durata dei diversi antiparassitari dipende molto dalla loro natura ma sicuramente è importante applicarli bene e rispettarli nel tempo per non comprometterne l’efficacia. Per i prodotti cutanei spot-on, ad esempio, è importante non fare il bagno 4/5 giorni prima dell’applicazione e una settimana dopo la somministrazione. Il collare consente bagni (senza saponi) ma non troppo lunghi e ripetuti. In caso di necessità di shampoo è possibile togliere il collare ma solo per il tempo sufficiente al bagno e comunque il meno possibile.

Sempre. Anche in inverno è importante, soprattutto per i cani e per i gatti che escono, essere protetti da pulci zecche ed acari. Con l’aumento delle temperature la profilassi si va poi ad intensificare adeguatamente sotto sorveglianza veterinaria.

Come al solito è importante che i cuccioli e la mamma siano seguiti da un medico veterinario e che questo vi guidi nella gestione di questi endoparassiti intestinali molto comuni nelle cucciolate.

  • Cucciolata <2 mesi
    Il trattamento parte dalla madre che, teoricamente, durante la gravidanza dovrebbe essere trattata con vermifugo. Dopo di che:
    – 15 giorni di età (quando possibile): vermifugo a tutta la cucciolata e alla mamma
    – 35 giorni di età (quando possibile): vermifugo a tutta la cucciolata e alla mamma
    – 55 giorni di età (quando possibile): vermifugo a tutta la cucciolata e alla mamma.
    In entrambe le fasi (gestazione e periodo neonatale) è importante farsi affiancare dal veterinario specialista (consulta la sezione dedicata).
  • Cuccioli >2 mesi adottati da cucciolate controllate (allevamento o nascite in famiglia)
    Quando il cucciolo arriva a casa è sempre buona norma chiedere alla famiglia di provenienza informazioni sui trattamenti eseguiti e, se tutto nella norma, ripetere il vermifugo (previa visita con medico veterinario) a:
    – 70 giorni di età (2 mesi e 10 giorni)
    – 90 giorni di età (3 mesi)
    – 110 giorni di età (3 mesi e 20 giorni).
  • Cuccioli >2 mesi adottati senza controllo sulla cucciolata di provenienza.
    Si consiglia di effettuare la prima somministrazione del vermifugo dopo due giorni dall’introduzione nell’ambiente famigliare (facendo attenzione a smaltire con cura le feci nella prima settimana per non contaminare l’ambiente), da ripetere per 3 volte a distanza di 15/20 giorni l’una dall’altra.


Consigli di somministrazione:
– è molto importante rispettare i 15/20 giorni tra le somministrazioni dell’antiparassitario in modo da essere sicuri di bloccare il ciclo dei parassiti interni (ascaridi più frequenti nei cuccioli, ma anche tricuridi e vermi piatti);
– se ci troviamo nel periodo tarda primavera/estate è possibile utilizzare prodotti che abbiano efficacia anche contro il parassita che causa la filariosi cardiopolmonare (per cuccioli sopra le 8 settimane).

Per quanto riguarda la Giardiasi (causa spesso di diarrea emorragica e non) il trattamento con vermifugo va eseguito solo sotto suggerimento veterinario con sintomatologia conclamata e test positivo. Questo esame sulle feci, in ogni caso, non va ripetuto nel breve termine.

La Giardiasi è una patologia che va trattata una sola volta (eventuali altre terapie sono da valutare con il veterinario curante).
È sempre buona norma somministrare fermenti lattici in concomitanza delle somministrazioni di vermifugo.

La filariosi è una malattia legata ad un parassita cardiopolmonare trasmessa dalle zanzare. Il periodo più delicato nelle nostre zone è quindi quello dove le temperature iniziano a scaldarsi. Alcuni antiparassitari per ectoparassiti (pulci e zecche) esercitano anche un effetto repellente nei confronti delle zanzare ma questo non basta.
La somministrazione dei vermifughi dedicati è caldamente consigliata ai cani di tutte le età (sopra le 6-8 settimane) dal periodo tardo-primaverile al periodo tardo-autunnale, a prescindere dallo stile di vita dell’animale (salvo diversa indicazione del medico). Per il gatto, invece, la questione può variare di molto in base al caso: spesso, contrariamente a quello che si pensa, sarebbe buona norma usare un antiparassitario per la prevenzione della filariosi anche nel gatto.
Il trattamento può essere effettuato per via orale o per via sottocutanea (nel cane). La via orale permette la somministrazione di molecole che hanno attività sia su parassiti intestinali (ascaridi e tenie) che su parassiti polmonari (strongili) e cardiaci (filaria). Anche in questo caso, la migliore modalità è da valutare in accordo col veterinario di fiducia.
Inoltre, si consiglia di eseguire un test filaria ogni due anni.

In assenza di tutti i vaccini il cucciolo non è protetto al 100% quindi è meglio evitare luoghi affollati, zone sporche e il contatto con pet non controllati (di cui quindi non conosciamo lo stato vaccinale).

Per quanto riguarda il cane, è però importante dal punto vista del benessere del cucciolo non attuare una strategia di privazione per paura che si ammali: la cosa migliore per il suo benessere è trovare una via di mezzo che gli consenta una corretta socializzazione coi suoi simili e sicura dal punto di vista sanitario.

Per quanto riguarda il gatto si può attuare una gestione in casa ed evitare il contatto con luoghi non puliti o altri gatti non controllati, fornendogli stimoli casalinghi adeguati alla sua esigenza motoria e ludica.

Dopo 15 giorni dal 2° vaccino (CEPPi) il cane può uscire tranquillamente per le passeggiate ed incontrare i suoi simili.
La sindrome dell’Immunodeficienza felina è una malattia infettiva a trasmissione sessuale o per contatto di sangue (lotte tra gatti) di cui non esiste vaccino. La prevenzione può essere attuata tramite sterilizzazione/castrazione ed evitando il contatto con felini non controllati.
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